Minions & Monsters
Sull’onda del successo mondiale del blockbuster dell’estate 2024, la commedia più divertente dell’anno, Cattivissimo Me 4, Illumination espande il suo universo animato ricco di energia con un nuovo, scatenato capitolo che introduce personaggi inediti nella più grande franchise animata mondiale di sempre: Minions & Monsters.Questa è la storia turbolenta, assurda e assolutamente vera di come i Minions abbiano conquistato Hollywood, siano diventati star del cinema, abbiano perso tutto, abbiano liberato dei mostri nel mondo e poi si siano riuniti per cercare di salvare il pianeta dal caos che loro stessi avevano creato.
Terapia di famiglia
Cinque anni di psicoterapia non sono serviti ad alleviare l’ansia che mette a repentaglio la vita di Damien. Il dottor Beranger non lo sopporta più. Così lo caccia con una sfida terapeutica: trovare la donna della sua vita. E indovinate un po’? Damien ci riesce! Tre mesi dopo, la sua fidanzata Alice lo invita a casa dei suoi genitori, che stanno organizzando una grande festa per il loro trentesimo anniversario. Appena Damien e Alice arrivano, nulla va per il verso giusto. Ma la cosa peggiore è che il padre di Alice non è altri che il dottor Beranger in persona! Determinato a convincere sua figlia a rompere con Damien, il dottore non si fermerà davanti a nulla per rendergli la vita un inferno!
La casa dalle finestre che ridono
Stefano, un giovane restauratore, viene incaricato di riportare alla luce un macabro affresco in un isolato paese della bassa padana: il dipinto, opera di un artista morto suicida anni prima, raffigura il martirio di San Sebastiano tra le braccia di due donne dalle sembianze mostruose. Mentre il restauro procede, Stefano si ritrova avvolto in un'atmosfera di omertà e terrore, scoprendo che dietro i colori di quel muro si nasconde un segreto sanguinario che la comunità tenta disperatamente di proteggere.
Film tra i più rappresentativi del giallo italiano, La casa dalle finestre che ridono brilla di luce propria grazie alla carica personalissima che Avati infonde al racconto, andando a creare atmosfere tanto legate al reale quanto sospese nell’incubo. La sua è una favola rurale nera e spietata, dove convivono tensione e mistero, e in cui sono gli elementi più naturali e semplici a pulsare di terrore e raccapriccio. Ad Avati non occorre l’artificio e non serve il “gioco” del thriller: sono i paesaggi, i dettagli e le personalità deviate della provincia senza speranza a tessere la tela senza scampo in cui Lino Capolicchio si ritrova intrappolato e in cui angoscia e orrore finiscono col corrispondere con il semplice quotidiano. Tra simbolismi artistici e religiosi e un crescente senso di claustrofobia, è attraverso questa spontaneità che ci ritroviamo a non poter fidarci più di nessuno. Il delta del Po diventa i confini del mondo, ed è in pieno sole, davanti a cieli smisurati e a un orizzonte piatto, che brilla l’oppressione di un mondo popolato di personaggi malsani, rinchiusi in un passato moribondo - tra ville diroccate, reticenze e perversioni - che al contempo, per come Avati riesce a raccontarne le viscere, ci arriva genuino e ripugnante allo stesso tempo. Avati, senza mai sovraccaricare, ci fa scivolare in questa depravazione collettiva e sociale. Proprio come i nastri deliranti del suo pittore parlano di colori che sgorgano dalle vene, i frammenti de La casa dalle finestre che ridono, scena dopo scena, è come se si impossessassero dell’aria che respiriamo, come un incantesimo fatto degli essenziali e piccoli - malsani, crudeli, disperati - sospiri di un’ordinaria arretratezza, tanto vicina quanto infernale.
Kontinental ’25
Dovrebbe essere un normale giorno di lavoro per Orsoloya, ufficiale addetta agli sfratti. Ma, quando caccia un senzatetto da un seminterrato in cui si era rifugiato, accade l’irreparabile: l’uomo si toglie la vita. Sopraffatta dal senso di colpa, Orsoloya si imbarca in una serie di incontri e situazioni sempre più assurdi per cercare goffamente di trovare una qualche forma di redenzione.
Il folle genio di Radu Jude (Bad Luck Banging or Loony Porn, Do Not Expect Too Much From the End of the World) ci regala un’opera più composta rispetto ai suoi film precedenti, ma non per questo meno sorprendente, che omaggia Rossellini e affronta con sapiente ironia e dialoghi affilati temi come la crisi abitativa, l’economia post-socialista e i nazionalismi europei. Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura alla Berlinale.
2000 metri ad Andriivka
Dalla squadra vincitrice del Premio Oscar per 20 Days in Mariupol e dal regista pluripremiato Mstyslav Chernov, vincitore del Premio Pulitzer. A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, 2000 metri ad Andriivka mostra la nuda realtà quotidiana di un conflitto tanto cruento quanto difficile da fermare. La missione di un plotone ucraino: attraversare un miglio di foresta, pesantemente fortificata e minata, per liberare il villaggio strategico di Andriivka dalle forze russe. Un giornalista li accompagna, testimoniando le devastazioni della guerra e la crescente incertezza sulla sua conclusione. Il viaggio è filmato insieme ai soldati, con uno sguardo giornalistico rigoroso sull’entità della distruzione e sulla resistenza fisica ed emotiva dei combattenti, sulle decisioni impossibili che affrontano ogni giorno. Affiancato dal collega dell’Associated Press Alex Babenko, Chernov costruisce un racconto immersivo e sconvolgente grazie a un montaggio serrato che unisce riprese d’autore e materiali girati con bodycam, helmet cam e droni. Il risultato è un’esperienza cinematografica di rara intensità, che porta lo spettatore dentro una delle più grandi operazioni militari in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.
La camera di consiglio
Siamo nel 1987, nell’atto finale del Maxi processo di Palermo, il più grande processo penale della storia italiana. In questa occasione otto giurati, quattro donne e quattro uomini, vengono chiusi in una camera di consiglio per trentasei giorni. Il loro compito è quello di stabilire le condanne o le assoluzioni per ben 470 imputati. Vivono insieme, reclusi, in un piccolo appartamento nel carcere dell’Ucciardone. Non possono comunicare con l’esterno: niente televisione, nessun telefono, nessuna radio. Il silenzio è assoluto. Così, tra paure e scambi inaspettati, la camera di consiglio diventa il teatro di un confronto umano unico. Realizzando di fatto, un operazione giudiziaria mastodontica, a suo modo straordinaria, per la durata, l’intensità e la complessità.
As bestas
“As Bestas” è un thriller diretto da Rodrigo Sorogoyen che
esplora la natura umana al limite nella Galizia rurale. Antoine e
Olga, una coppia francese, cercano una vita tranquilla a
contatto con la natura, ma l’ostilità dei vicini, in particolare dei
fratelli Xan e Lorenzo, trasforma il loro sogno in un incubo di
tensione e conflitti.
Refn Celebration
Una maratona speciale con la proiezione di Drive in versione restaurata 4K per il suo 15° anniversario, un incontro in streaming con il regista e l’anteprima di Her Private Hell. Due film con un unico biglietto Per l’occasione, il pubblico potrà accedere a una speciale maratona di eventi acquistando un singolo biglietto
Un po' di luce
In concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, UN PO’ DI LUCE è il sesto lungometraggio del regista iraniano, già autore degli acclamati Divine Comedy e Kafka a Teheran, ed è stato girato in circostanze particolarmente difficili, con l'inizio della guerra e la minaccia continua dei bombardamenti. Dopo essere stato arrestato e aver visto chiudere il suo ambulatorio, un medico iraniano perde la fiducia nel futuro. Deciso a togliersi la vita, trascorre un ultimo giorno in visita al fratello, alle sorelle e alla madre per prepararli ad affrontare la sua scelta. La compassione e l'affetto dei familiari finiranno tuttavia per farlo riconciliare col mondo.UN PO’ DI LUCE ha per protagonista Misagh Zareh (Il seme del fico sacro) ed è stato scritto dal regista insieme a Shadmehr Rastin, candidato all’Oscar per la sceneggiatura di Un semplice incidente di Jafar Panahi.
