Nessun dolore

Davide è un trentenne con la passione dei libri: non ne legge tanti ma li vende, in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa, è anche sua complice, gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza. Qualcosa però s’incrina in un giorno come tanti: a Davide viene “consegnato” d’improvviso, per strada, come un pacco, un bambino che viene dal Nordafrica, e che non lo lascia più, lo segue in silenzio come un cagnolino fedele. Un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte. E Davide che entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento. Nel rifugio proibito del pronto soccorso, una notte Davide incontra Aminah, appena arrivata dall’Algeria su un barcone d’immigrati. È un’adolescente fradicia di pioggia, tremante, impaurita, e in evidente attesa di un figlio. Davide non può che darle ospitalità in casa sua. Ma è solo l’inizio. Ogni sera, tornando dal lavoro, Davide trova nel suo appartamento sempre più gente sconosciuta. Inutilmente si ribella, ma alla fine è costretto a cedere, per generosità o per debolezza. La sua casa non è più solo sua ma anche di quelli che non hanno un tetto che li protegga, i tanti che dormono sotto un ponte o in un angolo di strada. Mentre la denuncia dei condomini lo spedisce in galera per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, Davide vive fino in fondo un’odissea che non è solo personale, ma stravolge, i sentimenti degli altri.


Persepolis

Persepolis racconta la storia di una bambina che diventa donna in una famiglia colta e progressista sotto il regime oscurantista dell’Iran degli Ayatollah. È il racconto autobiografico della stessa Satrapi negli anni ottanta e novanta, divenuto negli anni duemila, prima come graphic novel e poi al cinema, la più importante testimonianza culturale nel dibattito tra oriente e occidente, con un enorme successo di pubblico e critica.

Ancora oggi, a quasi vent’anni dal Premio della Giuria a Cannes, Persepolis mostra il Medio Oriente come non lo conosciamo, rompendo tabù e pregiudizi, mantenendo inalterata l'urgenza del suo grido per l’emancipazione femminile. Film attualissimo alla luce delle proteste e dei fatti drammatici degli ultimi anni in Iran, Persepolis ci pone ancora e di nuovo domande e riflessioni sempre più necessarie sulla condizione della donna ad ogni latitudine, così come sul valore irrinunciabile della libertà di ogni essere umano e di ogni popolo.


Palestina 36 - Quando tutto ebbe inizio

Ambientato in Palestina nel 1936, durante la rivolta araba contro la trentennale occupazione britannica, racconta del giovane Yusuf, in perpetuo movimento tra il villaggio del quale è originario e Gerusalemme, mentre cominciano ad arrivare gli ebrei in fuga dall’Europa e dalle leggi antisemitiche. I conflitti, i personaggi e le loro aspirazioni si intrecciano nella storia epica di un popolo, arricchita anche di notevoli e rari materiali d’archivio.

Presentato al Festival di Toronto, il film della regista palestinese Annemarie Jacir ci riporta alle origini di tutto, a quelle scellerate decisioni da parte della Gran Bretagna che, nel 1936, portarono alla nascita di quel conflitto che, 90 anni dopo, continua a insanguinare la Terra Santa. Un film storico didascalico ma per nulla banale.
Giulio Zoppello, Today

Annemarie Jacir sottolinea che, pur essendo ambientato nel 1936, il film Palestine 36 non è stato concepito come un’opera “storica” in senso tradizionale, ma come un racconto legato al presente. La realizzazione stessa, interrotta e ripresa più volte in un contesto segnato da guerra e instabilità, ha influenzato lo sviluppo del progetto.
La regista definisce Palestine 36 come una risposta alla perdita e come una forma di presenza. L’intenzione è quella di raccontare una storia poco conosciuta, ma ancora attuale, all’interno di una continuità storica che riguarda più generazioni. Palestine 36 si presenta come una produzione articolata, con una forte componente di ricerca storica e una narrazione che intende attraversare più livelli: personale, collettivo, politico e geografico. Il film non si propone come sintesi definitiva del periodo narrato, ma come un tentativo di riaprire un discorso. In un contesto internazionale in cui le rappresentazioni della Palestina sono spesso filtrate da logiche esterne, questa operazione si colloca all’interno di una produzione culturale che mira a raccontare la storia da un punto di vista interno.
Redazione FilmTv


L'Estranea

Una donna si presenta all’improvviso a casa di sua figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea. Un segreto custodito troppo a lungo, che ora torna a reclamare il suo prezzo.


Naza

Durante conversazioni segrete che si svolgono di notte sui tetti di Tel Aviv, i meccanismi alla base dello sterminio di massa pianificata da Israele ai danni dei civili palestinesi a Gaza vengono svelati proprio da coloro che li hanno progettati e messi in atto.


The Bibi files

Il film vietato in Israele che Netanyahu ha cercato di fermare arriva in Italia alla vigilia delle elezioni.

A poche settimane dalle elezioni che potrebbero decidere il futuro politico di Netanyahu, arriva nei cinema italiani THE BIBI FILES, l’esplosivo documentario diretto da Alexis Bloom e prodotto dal premio Oscar Alex Gibney. Al centro del film ci sono immagini straordinarie e mai viste prima: le registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu, alla moglie Sara, al figlio Yair, ai suoi collaboratori e ad alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese, realizzate nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro israeliano.


Ragione e sentimento

Focus Features e Working Title portano un nuovo adattamento cinematografico dell’iconico romanzo di Jane Austen, Ragione e Sentimento: un’affascinante, spiritosa e coinvolgente storia di amore e sorellanza, con Daisy Edgar-Jones ed Esmé Creed-Miles.


Fatherland

FATHERLAND si concentra sul rapporto tra lo scrittore premio Nobel Thomas Mann (Hanns Zischler) e sua figlia Erika (Sandra Hüller), attrice, scrittrice e pilota di rally. Nell’estate del 1949, al culmine della Guerra Fredda, padre e figlia partono per un viaggio in auto impegnativo ed emozionante a bordo di una Buick nera attraverso una Germania in rovina, da una Francoforte dominata dagli statunitensi a una Weimar sotto il controllo sovietico. Tornato in patria dopo sedici anni di esilio negli Stati Uniti, Thomas Mann deve fare i conti non solo con una nazione divisa, ma anche con una profonda frattura all’interno della sua stessa famiglia.

Pawlikowski riprende da dove aveva lasciato con i suoi pluripremiati Ida e Cold War, esplorando, con il suo stile ellittico e sintentico, temi quali l’identità, la famiglia, l’amore e il senso di colpa sullo sfondo del tumulto e della confusione dell’Europa del dopoguerra


Minotaur

Russia, 2022. Quando Gleb, un direttore aziendale di successo, si trova assediato da crescenti pressioni aziendali e da un mondo sempre più instabile, il crollo della sua vita ordinata precipita verso la violenza.


Fjord

I Gheorghiu, una devota coppia rumeno-norvegese, si trasferiscono in un villaggio situato in un fiordo remoto, dove stringono amicizia con i vicini, gli Halberg. I loro figli si avvicinano nonostante le diverse educazioni ricevute. Quando l’adolescente Elia Gheorghiu si presenta a scuola con alcuni lividi sul corpo, la comunità si chiede se l’educazione tradizionale che i figli Gheorghiu ricevono dai genitori possa avere qualcosa a che fare con la cosa.