
La casa dalle finestre che ridono
Stefano, un giovane restauratore, viene incaricato di riportare alla luce un macabro affresco in un isolato paese della bassa padana: il dipinto, opera di un artista morto suicida anni prima, raffigura il martirio di San Sebastiano tra le braccia di due donne dalle sembianze mostruose. Mentre il restauro procede, Stefano si ritrova avvolto in un’atmosfera di omertà e terrore, scoprendo che dietro i colori di quel muro si nasconde un segreto sanguinario che la comunità tenta disperatamente di proteggere.
Film tra i più rappresentativi del giallo italiano, La casa dalle finestre che ridono brilla di luce propria grazie alla carica personalissima che Avati infonde al racconto, andando a creare atmosfere tanto legate al reale quanto sospese nell’incubo. La sua è una favola rurale nera e spietata, dove convivono tensione e mistero, e in cui sono gli elementi più naturali e semplici a pulsare di terrore e raccapriccio. Ad Avati non occorre l’artificio e non serve il “gioco” del thriller: sono i paesaggi, i dettagli e le personalità deviate della provincia senza speranza a tessere la tela senza scampo in cui Lino Capolicchio si ritrova intrappolato e in cui angoscia e orrore finiscono col corrispondere con il semplice quotidiano. Tra simbolismi artistici e religiosi e un crescente senso di claustrofobia, è attraverso questa spontaneità che ci ritroviamo a non poter fidarci più di nessuno. Il delta del Po diventa i confini del mondo, ed è in pieno sole, davanti a cieli smisurati e a un orizzonte piatto, che brilla l’oppressione di un mondo popolato di personaggi malsani, rinchiusi in un passato moribondo – tra ville diroccate, reticenze e perversioni – che al contempo, per come Avati riesce a raccontarne le viscere, ci arriva genuino e ripugnante allo stesso tempo. Avati, senza mai sovraccaricare, ci fa scivolare in questa depravazione collettiva e sociale. Proprio come i nastri deliranti del suo pittore parlano di colori che sgorgano dalle vene, i frammenti de La casa dalle finestre che ridono, scena dopo scena, è come se si impossessassero dell’aria che respiriamo, come un incantesimo fatto degli essenziali e piccoli – malsani, crudeli, disperati – sospiri di un’ordinaria arretratezza, tanto vicina quanto infernale.
La casa dalle finestre che ridono
Generegiallo, thriller, horror
RegistaPupi Avati
CastGianni Cavina, Lino Capolicchio, Giulio Pizzirani, Francesca Marciano, Bob Tonelli
Durata1h 50min
LUGLIO
- Mercoledì 22
- 21:00
il film partecipa a Cinema Revolution: ingresso 3,50 euro
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