Yalla Parkour

La regista Areeb Zuaiter, all’età di quattro anni, vede per la prima volta il mare a Gaza insieme a sua madre. Questo ricordo, legato a un’epoca di spensieratezza, la spinge dopo tanti anni a indagare il proprio senso delle origini e dell’appartenenza alla terra palestinese. Mentre naviga cercando immagini di Gaza, casualmente, si imbatte in un video di alcuni ragazzi che praticano parkour nella striscia; Zuaiter si connette col gruppo e crea un legame profondo con Ahmed, in un rapporto che trasformerà la curiosità iniziale in un’urgenza di raccontare la cruda realtà della terra che un tempo considerava una casa felice.

«I miei genitori hanno trascorso la propria infanzia a Nablus, in Palestina, prima di lasciarla da adulti. Ogni volta che vi facevamo ritorno, mia madre si trasformava, il suo sorriso si illuminava e il calore e la libertà del luogo diventavano tangibili. Queste visite annuali le davano la possibilità di riconnettersi con il suo vero io, regalandomi inconsapevolmente i momenti più felici della mia infanzia. Durante uno di quei viaggi nella nostra città natale, andammo a visitare Gaza e fu lì che il sorriso di mia madre incontrò il mare, creando una magia senza tempo. Con il passare del tempo, ho visto mia madre perdere gradualmente il sorriso e il senso di appartenenza. La Palestina è stata frammentata e distrutta. Nablus è diventata lontana e irraggiungibile e Gaza si è trasformata in un inferno sulla terra. Io mi sono allontanata ancora di più, trasferendomi negli Stati Uniti, e mia madre è morta. Mi sono ritrovata a vivere in una terra straniera dove non provo alcun senso di appartenenza, ma con i ricordi di un’infanzia piacevole in cui invece mi sentivo a casa. Conoscere Ahmed nel 2015 è stato come riscoprire il sorriso abbandonato di mia madre in un luogo che era diventato inaccessibile. Ahmed mi ha invitato a partecipare al suo viaggio, guidato da un unico sogno: arrivare sulla scena internazionale come atleta di parkour. Fare la sua conoscenza e seguire le sue aspirazioni mi ha dato l’impressione di liberare il sorriso di mia madre da dove era rimasto intrappolato.» (Areeb Zuaiter)

Yalla Parkour

GenereDocumentario

RegistaAreeb Zuaiter

CastAreeb Zuaiter e Ahmad Matar

Durata89 min


GIUGNO

  • Martedì 23
  • 21:00

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