La valle ferita

L’alta val d’Enza è una delle più scenografiche di tutto l’Appennino emiliano. In alcuni punti, profonda e stretta, come una montagna al contrario, dove la natura cambia man mano che scendi, e ogni livello ha la sua vegetazione, le sue rocce, i suoi profumi. L’Enza ha un grosso problema di erosione. L’acqua, invece di depositare nuovi sedimenti, scava le sponde, formando un vero e proprio canyon. Il livello del torrente scende sotto il livello delle falde, che restano più in alto, quindi l’acqua non ci arriva e non le ricarica. L’acqua è vita. Sostiene gli ecosistemi, regola il nostro clima, è una risorsa preziosa e limitata. Negli ultimi anni, a seguito dell’inasprimento della crisi climatica, si è riproposta la domanda sul che fare. La risposta, parziale e molto semplificatoria della situazione, spesso ripercorre le vecchie strade e ripropone le vecchie logiche di intervento, con grandi opere pubbliche che non tengono conto della complessità e della fragilità del territorio della val d’Enza. Sul torrente Enza vi sono previsioni di molteplici interventi, corrispondenti a diverse centinaia di milioni di euro e centinaia di metri cubi di cemento e inerti che rischiano di compromettere ulteriormente la difficile situazione che si è venuta a determinare nel corso dei decenni scorsi.

La valle ferita

GenereDocumentario

RegistaAlessandro Scillitani

Durata50 min


NOVEMBRE

  • Mercoledì 26
  • 21:00

il regista Alessandro Scillitani sarà in sala insieme alle associazioni della Consulta A, Oasi "La Francesa" e Legambiente


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