Il pianeta selvaggio

Poetico, surreale, psichedelico, con un impatto visivo straordinario che richiama le opere di Dalì, Bosch, Magritte e Doré, Il pianeta selvaggio travolge il pubblico contemporaneo anche grazie ad un messaggio di forte attualità sulla deumanizzazione e l’autodeterminazione. Tratto dal romanzo di fantascienza di Stefan Wul Homo Domesticus (Oms en série, 1957), il film nasce dall’incontro delle menti geniali del leggendario regista Renè Laloux (Les Temps Morts, Les Escargots, I maestri del tempo), e di Roland Topor, fondatore del movimento surrealista Panique con Arrabal e Jodorowsky, disegnatore, scrittore, autore e attore. Le musiche ipnotiche di Alain Goraguer richiamano le sonorità dei Pink Floyd ma anche le musiche per film del cinema italiano e francese anni ’70; anche la colonna sonora de Il pianeta selvaggio è diventata negli anni oggetto di culto.

SINOSSI
Sul pianeta Ygam vivono giganteschi androidi di nome Draag che praticano la meditazione. I loro figli passano la gran parte del tempo in compagnia degli Oms, uomini minuscoli che provengono da un pianeta oramai distrutto e utilizzati dai Draag come animali domestici. Terr, cresciuto e custodito da Tiwa fin dalla sua nascita, intuisce che la saggezza dei giganti viene trasmessa tra di loro attraverso messaggi captati da una specie di cuffia elettronica. Quando Tiwa viene iniziato alla meditazione, Terr fugge impadronendosi di una di queste cuffie.

Il pianeta selvaggio

GenereAnimazione

RegistaRené Laloux

Durata72 min


NOVEMBRE

  • Martedì 18
  • 21:00

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